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I contenuti VIRALI nuocciono gravemente alla…

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Ne sono certa: è capitato anche a voi. In una giornata nebulosa vi siete seduti alla scrivania pensando “ora creo un contenuto virale”. A come fare contenuti viraliquesto punto la situazione può essersi evoluta in due modi distinti: nel primo caso avete snocciolato una rivisitazione delle immagini demenziali che vi siete trovati sotto mano nell’ultimo periodo. Nella seconda opzione invece avete cercato su Google “Quali sono le caratteristiche di un post virale” et similia per farvi ispirare da presunti copy di web-marketing virale.

Dopo esservi dilettati in fotomontaggi stranianti spesso basati su stereotipi degli anni ’80 e su notizie mai verificate, finalmente pubblicate il post lasciandolo nelle mani – anzi nelle maglie, – del web. E vi dirò di più: se avete cresciuto negli anni una vostra community, i “Mi piace” e qualche condivisione non mancheranno.

Tutto molto bello fin qui. Ma… siete sicuri che la vostra intuizione porti dei risultati?

marketing viraleParlare di viralità ormai è un must tra i professionisti del settore e le competizioni a-chi-ce-l’ha-più-condiviso sono all’ordine del giorno. Ma siamo sicuri di non esserci dimenticati il vero obiettivo di una buona campagna di marketing online?

<< E qual è  quest’obiettivo?>>
<< Dipende dall’obiettivo!>>

Ogni Pagina Facebook e in particolare ogni Azienda o libero professionista che decide di costruire la propria immagine sulle reti social più diffuse nel web, ha – o dovrebbe avere – degli obiettivi sui quali costruire il proprio personal branding. A seconda di qual è la conversione desiderata si devono studiare strategie e dinamiche di engagement diverse di cui, il marketing virale, è solo una delle tante opzioni.

In tanti pensano che un post virale sia quasi una formula magica perché focalizzano le proprie attenzioni sul dato immediato e non sulle conseguenze. Un post con oltre 4000 condivisioni può non portare alcun “Mi piace” in più alla Pagina così come una pagina con una community di oltre 200mila persone può essere particolarmente attiva con post divertenti, ma per niente recettiva quando vengono proposti contenuti inerenti al prodotto di un’Azienda. Cosa vuol dire tutto questo?

Le emozioni sono il primo passo… Ma devono portare dove vuole il cliente.

Il principio che da origine a un contenuto virale è quello dell’empatia e più forti (e primarie) sono le emozioni che entrano in gioco più è facilitato l’innescarsi di un processo a catena di condivisioni. Ma è la soluzione per tutte le Aziende? Assolutamente no.

Prima di iniziare ogni tipo di azione strategica è importante pianificare nel dettaglio quali sono i risultati che si vogliono ottenere, in quanto tempo devono essere raggiunti e qual è il budget a disposizione da investire in promozione o campagne Adv. Allo stesso tempo, è bene fare una riflessione sulla reputazione del brand e sulla sua identità. Se il nostro cliente è un’Azienda, si proporrà sul mercato con una “Mission” basata sulla serietà, sull’esclusività del prodotto piuttosto che sulla professionalità del proprio team, siamo sicuri che un “virale” sia la soluzione?

E se la situazione ti è sfuggita di mano? Tranquillo, un virale non è per sempre

Un virale studiato a tavolino può valere come un diamante, per chi sa sfruttare sapientemente le possibilità della rete. Se invece la situazione vi è sfuggita di mano e un post che doveva finire nel dimenticatoio ha presto il volo tra i Profili degli utenti beh…nervi saldi e appunti di crisis management alla mano. Il resto lo farà il tempo.

Some posts are viral
get over it.

(di questo ne parlerò in dettaglio nel prossimo articolo!)

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